La manovra economica (DL 98/2011 art. 27) introduce le norme per nuovo il Regime dei Minimi 2012, che prevede una tassazione agevolata del 5% per una durata massima di 5 anni. La precedente normativa viene quindi sostituita. Il nuovo regime dei minimi prevede le stesse regole precedenti per la determinazione del reddito e l’esclusione da IRAP, IVA e studi di settore.
Condizioni di applicabilità del nuovo regime dei minimi:
- Non aver esercitato, nei 3 anni precedenti, attività artistica, professionale, artigianale o d’impresa, anche se in forma associata o familiare;
- l’attività da esercitare non sia in nessun modo riconducibile a trasformazione e prosecuzione di altra attività precedentemente svolta sotto forma di lavoro dipendente o autonomo, escluso il caso in cui tale attività costituisca un periodo di pratica obbligatoria ai fini dell’esercizio dell’arte / professione;
- Se l’attività è il proseguimento di un’impresa esercitata da altro soggetto, l’ammontare dei ricavi nel periodo d’imposta precedente (per l’altro soggetto) non sia superiore a € 30.000.
L’imposta sostitutiva dell’IRPEF e relative addizionali dovuta sul reddito conseguito da tali soggetti è pari al 5%. Escluse le modifiche indicate sopra, si applicano tutte le precedenti regole che disciplinano il regime dei minimi.
Per l’anno 2011 chi si trova nel regime dei minimi potrà completare l’anno senza ulteriori verifiche.
Dal 1 gennaio 2012 tutti i contribuenti nel regime dei minimi dovranno verificare di essere ancora compatibili con le nuove regole.
Probabilmente un consistente numero di contribuenti minimi attuali che dovrà fuoriuscire dal regime è costituita da soggetti che svolgono una attività d’impresa o di lavoro autonomo avente i requisiti previsti, che è però iniziata prima del 31 dicembre 2007. Altri contribuenti minimi che dovranno dire addio al regime ad imposta sostitutiva è rappresentato da soggetti che, pur avendo iniziato l’attività dopo il 31 dicembre 2007, abbiano esercitato nel triennio precedente un’attività d’impresa o di lavoro autonomo, oppure abbiano proseguito altra attività già svolta prima come dipendente o autonomo. A causa dei nuovi requisiti è lecito aspettarsi che molti contribuenti saranno costretti a uscire dal regime dei minimi (secondo alcuni addirittura il 96%)
Nuovo Regime per gli Ex Minimi
Ai soggetti che avrebbero i requisiti per aderire al vecchio regime dei minimi ma non possono più accedervi a causa delle nuove condizioni, oppure a quelli che sono costretti a uscirne, viene comunque riservato un regime contabile semplificato. Le agevolazioni del regime degli “ex minimi” consistono in:
- esonero dagli obblighi di registrazione e di tenuta delle scritture contabili rilevanti ai fini delle imposte dirette e dell’IVA;
- esonero dalle liquidazioni e dai versamenti periodici rilevanti ai fini dell’imposta sul valore aggiunto di cui al D.p.r. n.100/1998 (dichiarazioni e versamenti periodici);
- esenzione dalla imposta regionale sulle attività produttive IRAP
Per le regole di tassazione del nuovo “regime degli ex minimi” il testo di legge contenuto nella manovra estiva 2011 non riporta ulteriori chiarimenti.
Faccio notare che fra le esclusioni per i contribuenti “regime degli ex minimi” non figura quella relativa all’applicazione degli studi di settore, che tornerà quindi ad influenzare i ricavi o i compensi dichiarati dai soggetti che confluiranno nel nuovo regime. Nessun riferimento viene fatto per l’imposta sostitutiva del 20%, per cui si può ritenere che verranno applicate le aliquote IRPEF ordinarie a scaglioni; non vengono indicati criteri specifici per la determinazione del reddito d’impresa o di lavoro autonomo da essi prodotto che, si può presumere, saranno quelli ordinari di competenza e di cassa.
Per maggiori dettagli si attendono appositi Provvedimenti dell’Agenzia delle Entrate, quando saranno pubblicati vi aggiorneremo.
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Salve, sono nel regime dei minimi 2008, con il passaggio dell’IVA dal 20 a 21% il 17/09/2011, cambia qualcosa sulle tasse da pagare?
Ovvero essendo le mie fatture esente iva, anche l’aliquota mi passa dal 20% al 21% da questa data in poi o mi resta secca all’aliquota del 20%?
Grazie
Poichè, come giustamente dici, le tue fatture sono esenti da IVA per te non cambia nulla: le fatture a partire dal 17/09/2011 rimangono esenti IVA quindi la nuova aliquota non incide sulla tua fatturazione. Discorso analogo per quanto riguarda la tassazione: il 20% riguarda una tassazione sostitutiva con percentuale ‘secca’ per cui la variazione dell’aliquota IVA ordinaria dal 20% al 21% non riguarda questa imposta che è del tutto diversa pur ‘includendo’ o per meglio dire ‘sostituendo’ la parte IVA che tu avresti dovuto pagare in regime ordinario.
Ok, quindi, inps a parte, continuo a pagare le tasse al 20% sulla differenza tra fatturato (esente iva) e quanto speso (iva inclusa al 21%)?
Es.:
- fatturo 1000 euro (esente iva) + bollo 1.81euro,
- spendo per tale servizio 200euro (iva 21% inclusa),
- le tasse che paghero’ saranno (1000-200-1,81)*20% = 160euro.
Confermi?
Grazie di tutto!
Paola
‘Quasi’ corretto, hai messo in lista la detrazione del costo del bollo ma non lo hai poi sottratto realmente al conteggio, farebbe esattamente 159,64. Comunque la logica è corretta.
Buonasera, io dovrei aprire la partita iva, attualmente vendo macchine come dipendente e ho un contratto da impiegato di 4 livello. Se apro la p iva per vendere macchine, posso fare parte del regime dei minimi? È meglio aspettare gennaio ho posso anche subito? I 30.000€ di tetto sono iva esclusa?
Per quanto riguarda la prima domanda, effettivamente può far insorgere qualche dubbio; la risposta però puoi dartela solo tu in quanto dipende dalle condizioni nelle quali la nuova attività si svolge in relazione alla tua precedente attività come dipendente: di seguito ti segnalo le linee guida per fare la valutazione. Puo’ considerarsi prosecuzione dell’attività precedente quell’attività che presenta il carattere della novità unicamente sotto l’aspetto formale ma che viene svolta in sostanziale continuità, utilizzando, ad esempio, gli stessi beni dell’attività precedente, nello stesso luogo e nei confronti degli stessi clienti, o, peggio ancora, in ‘collaborazione’ con l’azienda presso cui eri dipendente. Quanto ad attendere Gennaio, te lo consiglio vivamente in quanto potresti entrare senza alcuna ombra nel nuovo e favorevole regime dei minimi (se ne hai le altre caratteristiche) mentre aprendo adesso l’attività a Gennaio saresti un ex regime dei minimi con condizioni meno favorevoli. I 30.000 Eur di tetto sono IVA esclusa in quanto come contribuente in regime dei minimi fatturerai in esenzione IVA.
Salve,
sono libero professionista ingegnere con p.iva nei regime dei minimi dal 07 Gennaio 2008. Ho lavorato dal 01/01/2006 al 31/12/2007 come dipendente in un’azienda privata.
Secondo quanto ho capito dovrei permanere nel nuovo regime dei minini, mantenendo i ricavi inferiori a 30000 €, con imposta sostituva al 5% ancora a tutto il 2012 è corretto? dal 2013 passerei comunque, indipendentemente dal fatturato al regime ordinario? Attualmente ho 31 anni.
Sulle fatture emesse dal 2012, se rimarrò nel regime dei minimi, la ritenuta d’acconto verso altri professionisti passerà al 5% o rimarrò al 20%, andando quindi con gli acuisti a credito d’imposta come avviene ora per l’iva pagata?
Grazie.
Avendo iniziato l’attività libero professionale dopo il 31/12/2007 ti confermo che potrai entrare nel nuovo regime dei minimi con tassazione agevolata al 5%. Ti confermo anche che, salvo ulteriori interpretazioni, alla fine del 2012 ne uscirai. Qui rimane il dubbio anagrafico, ma al momento l’interpretazione più condivisa è che dovrai uscirne per raggiunta ‘anzianità‘ da contribuente minimo. Tutto questo ovviamente se nel 2011 rispetterai i limiti di legge ed in particolare il limite di fatturato dei 30.000€. La ritenuta di acconto non varia nel nuovo regime dei minimi, quindi rimane al 20%, creando la situazione paradossale che, se fai spesso fatture con ritenuta di acconto, accumulerai un credito nei confronti del fisco che potrai poi portare a compensazione con eventuali altri debiti (previdenziali, fiscali per altri redditi, altro).
Ringraziandoti per la risposta Mi scuso per uno o due errori grossolani di ortografia fatti nel precedente messaggio..non ho riletto prima di inviare e la tastiera ha perso qualche lettera…
Principalmente fatturo con ritenuta, visto che lavoro per altri studi di professionisti più affermati; deduco che le entrate cash, a parità di fatturato, rimarranno inviariate, a favore però di un maggior credito verso il fisco..ormai sono tre anni che vado a credito nei confronti del fisco; sarebbe utile, oltre che corretto, che il rimborso fosse effettuato in tempi ragionevoli… a prelevare dal cittadino si esige rapidità e tempismo,pena sanzioni, per i rimborsi si va per le lunghe…
Buongiorno, la mia situazione è la seguente: ho 27 anni, dopo aver conseguito due lauree a pieni voti in ambito scientifico, sono stata assunta da un’azienda come apprendista. Al cambiare dell’amministrazione causa cessione fallimentare dell’azienda, mi sono state fatte pesanti pressioni e fantastiche promesse per farmi aprire una partita iva col regime dei minimi…
Ora da gennaio 2012 non portò più usufruirne in quanto mera prosecuzione di attività precedente, io fatturo 1000 euro al mese LORDI e il passaggio a questa nuova partita IVA, benchè ne dica il mio commercialista (tipo di attività 712010 collaudo e analisi tecniche di prodotti), mi pare di capire che comporti anche i famosi studi di settore… come posso sperare di uscirne viva, visto il mio grasso fatturato??? Quali sono le agevolazioni di cui potrei usufruire e per quanto tempo?
Grazie in anticipo per le informazioni.
Anche tu, quindi, entrerai a far parte della folta schiera de contribuenti cosiddetti Ex-Minimi. In conseguenza di questo non potrai più, come dici giustamente, beneficiare del regime dei minimi ma ti torverai in nuovo ambito ficale ‘intermedio’ che certamente non è così vantaggioso. La situazione sarà la seguente: esonero dalla contabilità, ma obbligo di certificare i corrispettivi, se previsto, e obbligo di conservare i documenti emessi e ricevuti; esonero dall’obbligo di liquidare periodicamente l’iva ma obbligo di versarla annualmente e di presentare la relativa dichiarazione; esenzione da Irap; nessuna agevolazione contributiva e attivazione come sostituto di imposta nel caso ci si avvalga di consulenze professionali o altro che preveda ritenuta di acconto. Obbligo di presentazione degli studi di settore e tassazione secondo la regola Irpef a costi/ricavi, cosa che rende l’esonera dalla tenuta delle scritture contabili un eufemismo…
Salve,
sono dipendente di un’azienda da 3 anni…l’inquadramento previsto è un contratto di collaborazione sportiva con tassazione superati i € 7500 di fatturato e il mio stipendi è determinato solo ed esclusivamente dalle provvigioni date dal volume di fatturato prodotto…premesso che il mio contratto di “collaborazione sportiva” è cessato il 30/09/2011 e attualmente sto laorando attendendo un nuovo inquadramento, mi è stata “proposta” l’apertura della partita iva con il regime dei minimi a decorrere da questo mese…come funzionerà quindi?è possibile aprire questa posizione visto che ho già avuto una collaborazione con la società fino a settembre in modo legale, e da ottobre ancora non regolarizzata?In cosa incorrerò?
Grazie mille
Legalmente non è possibile in quanto ‘mera prosecuzione di precedente attività‘. In caso di verifica saresti assolutamente fuori dalle condizioni previste per un’attività in regime dei minimi.
Salve innanzitutto complimenti per il vostro lavoro.
Vi pongo il mio quesito: nel giugno 2011 assieme al mio ex datore di lavoro ho aperto una società e risulto nello statuto solo come socio, non ho ancora percepito nessun utile, nel frattempo ho passato l’esame per l’esercizio della libera professione come perito industriale, se entro quest’anno mi tolgo dalla società rinunciando anche alla mia quota posso il prossimo anno aprire partita iva con il nuovo regime dei mini?
In attesa di una vostra risposta distinti saluti
Il contribuente non deve aver esercitato nei 3 anni precedenti attività d’impresa, artistica o professionale, neanche in forma associata o familiare. La nuova attività non deve costituire mera prosecuzione di altra attività (medesimo contenuto economico, beni, clienti e organizzazione di mezzi necessari al suo svolgimento), precedentemente svolta sotto forma di lavoro dipendente o autonomo (comprese le forme di collaborazione coordinata e continuativa), a meno che non si sia trattato di un periodo di pratica obbligatoria ai fini dell’esercizio dell’arte o professione.
Ti ho riportato sopra quanto specificatamente previsto per i contribuenti del nuovo regime dei minimi. Da quello che mi sembra di capire dalla tua richiesta tu non soddisferesti nessuno dei due requisiti sopra, in quanto hai lavorato nella società ed ora proseguiresti l’attività con il nuovo regime. In ogni caso basta che tu non soddisfi uno dei requisiti.
Salve,
ho letto che se il nuovo professionista ha uno o più clienti in comune con il precedente datore di lavoro (con cui ad es. il professionista aveva un rapporto lavorativo regolato da co.pro), non può usufruire all’atto di apertura della p.iva del regime dei minimi, trattandosi di mera prosecuzione dell’attività precedente. E’ vero?
Non potendo usufruire del regime dei minimi, qual è il regime più conveniente per chi è all’inizio dell’attività? Quello residuale?
Grazie mille per l’aiuto e l’attenzione.
Dipende dal numero e dal ‘peso’ dei clienti. Se la tua attività si ‘regge’ sui clienti del precedente datore di lavoro è sicuramente vietato, se invece la tua attività si regge su nuovi (e tuoi) clienti e marginalmente ha anche clienti della vecchia attività non dimostrabile la ‘mera prosecuzione’, o meglio tu potrai dimostrare che si tratta di attività che si avvale di una sua autonomia rispetto alla precedente. Per quanto riguarda invece il regime da adottare, certamente il ‘residuale’ se ne hai le caratteristiche ha un po’ di semplificazioni burocratiche e amministrative. Certo non ha più il grande vantaggio del precedente regime dei minimi. Qui la valutazione dipende un po’ dalle caratteristiche dell’attività e va valutato caso per caso (fatturato, tipologia dei clienti, tipo di attività, prospettive a 2/3 anni ecc…)
Salve vorrei gentilmente porle il seguente quesito:
Appartengo al regime dei minimi come ingegnere dal luglio 2009 ed ho compiuto 26 anni a giugno 2011.
Posso continuare ad aderire al regime dei contribuenti minimi o con le nuove disposizioni di legge sono costretto ad uscirne?.
La ringrazio in anticipo per la risposta
Poichè sei entrata nel regime dei minimi dopo la fine dell’anno 2007 e se i tuoi parametri rientrano nei limiti del nuovo regime dei minimi puoi rimanere dentro le agevolazioni previste per il nuovo regime dei minimi.
Scusi non so come mai ho sbagliato a scrivere l’eta’ (forse perche’ avevo letto il post di una altra utene) ma nel 2011 ho compiuto 35 anni e non 26!
Con la nuova normativa posso continuare nel regime dei minimi? (ho tutti i requisiti ma non mi è chiaro come entra in gioco l’eta’ limite dei 35 anni).
La ringrazio anticipatamente per l’aiuto e scusi per la svista
Silvia
Vedi la risposta ad un post quasi identico di Sara, vale anche per te.
Grazie mille per l’aiuto.
Salve,
ho appena aperto la P.I. con il nuovo regime dei minimi in vigore dal 1°gennaio 2012.
Mi piacerebbe sapere, quanto tesse pagherò in un annuo con uno stipendio di 1800€ mensili.
E ancora non sono riuscito a capire come calcolare i contributi.
Grazie in anticipo!
Se rientri nel nuovo regime dei minimi con tutti i parametri dovrai pagare il 5% del reddito netto quindi se non hai spese Eur 1080 di tassa sostitutiva. Dovrai poi pagare l’INPS o la cassa previdenziale a cui appartieni in base ai parametri previsti. Ci sono aliquote e minimali diversi per tutti vari casi, Artigiani, Commercianti, Gestione separata, varie casse previdenziali autonome. In linea di principio tieni presente che i minimali sono allineati attorno ai 2800 Eur anno a titolo puramente indicativo.
Salve, volevo porre una domanda riguardo alla mia posizione: mi sono laureato nel 2008 in fisioterapia ed a dicembre sono stato assunto a TEMPO DETERMINATO per una settimana presso uno studio fisioterapico come FISIOTERAPISTA grazie ad un’iniziativa della regione chiamata work experience diretta i giovani neolaureati. Terminata questa settimana lavorativa in regime DIPENDENTE, ho aperto la partita IVA con regime MINIMI con tetto 30000 euro. La mia domanda è: il fatto che il lavoro iniziale fosse a tempo determinato e che quindi giunta la data di termine si sia concluso è considerato come una “prova di aver perso il lavoro” (come recita la postilla ai criteri di inclusione per chi comunque prosegue la stessa attività iniziale) oppure no?
Perchè se la risposta è si posso entrare a far parte del nuovo regime minimi altrimenti sembrerebbe di no…
Grazie mille per l’attenzione
In realtà ci sono da considerare diversi fattori. Il fatto che tu abbia svolto attività come dipendente non configura obbligatoriamente la prosecuzione di precedente attività. Se la svolgi con clienti diversi e con strutture diverse puoi accedere al regime dei minimi. Per quanto riguarda la perdita di lavoro sono perplesso in quanto il contratto era a tempo determinato quindi includeva la fine dell’esperienza per cui non credo si possa considerare un lavoro ‘perso’ ma finito per sua naturale scadenza. In ogni caso gli aspetti strettamente riguardanti il lavoro dipendente non sono di mia stretta competenza per cui ho espresso solo una mia opinione.
La ringrazio molto.
Due cose mi premono ancora capire però:
1 – “clienti diversi” e ” strutture diverse” come dicitura come va interpretato? Io lavoro ora presso un altro studio fisioterapico, dove i clienti in quanto persone fisiche sono diversi, ma in generale la clientela di un fisioterapista è sempre quella; le strutture stessa cosa: sono da intendersi gli abitati diversi ( e in quel caso ci siamo) o in generale la struttura in quanto “studio fisioterapico”? Perchè in quel caso sono passato da uno studio fisioterapico ad un altro….e…
2- se trovo un commercialista che mi assicura che posso entrarci nel regime nuovi minimi (io intanto faccio l’interpello presso l’agenzia delle Entrate) e poi viene fuori che non potevo rientrarci? Come ci si comporta? Ci sono Multe? Sanzioni? e per chi…per il commercialista che mi ha garantito che potevo rientrarci o per me che ho accettato di farmi seguire da lui?
Come funziona?
Grazie ancora e scusi per le tante domande, ma sono un pò confuso
Per clienti diversi si intende coloro a cui si fa fattura/ricevuta. Se fatturi al singolo cliente deve esserci poca sovrapposizione rispetto a quelli di prima, se invece fatturi allo studio basta che sia diverso. Per struttura si intende proprio le attrezzature, lettini, strumenti, apparecchiature, ambulatori ecc… Direi che ti faranno entrare nel regime ordinario e pagare la tassazione ordinaria oltre a sanzioni e interessi. Ovviamente anche tutte le sanzioni per le mancate dichiarazioni che per regime dei minimi non sono da presentare (Iva ad esempio). Ovviamente il commercialista ha una responsabilità molto limitata, in questo caso direi nulla, la scelta finale è del contribuente. Spero di essere stato di aiuto.
Quindi riassumendo non ho capito: svolgo la mia attività fatturando ad un cliente (studio fisioterapico) diverso ma continuo ad usare strutture e strumentazioni identiche (lettini, Ultrasuoni, Tens, Laser): Pensa che quindi non posso rientrare nel nuovo sistema minimi oppure si?
L’agenzia delle entrate al massimo mi risponderà a giugno, Il mio commercialista appena a giugno deve inviare tutti i pagamenti ed effettuare la registrazione dei documenti: sarebbe quindi possibile normalizzare la situazione per tempo o no?
Grazie infinite per l’attenzione dedicatami
Marco
Ok per il cliente ma anche le strumentazioni sono diverse, immagino che il nuovo studio abbia le sue e non abbia rilevato quelle del precedente studio. Il fatto che la tipologia sia la stessa non è significativo, purchè non siano le stesse, propriamente le stesse. Questo configurerebbe la continuità, invece il cambio studio fa sì, a mio avviso, di non configurare il proseguimento. Questo per quanto si evince dalla legge e dalle circolari. Chiaramente le prime risposte vere ci saranno solo quando, a fronte di un ricorso dell’Agenzia, ci saranno i pronunciamenti della giustizia. Spero di essere stato più chiaro e mi scuso se prima non lo ero stato a sufficienza.
Salve ho aderito al regime dei minimi nel Giugno 2009.
Ho compiuto nel 2011 35 anni.
Con la nuova normativa posso continuare nel regime dei minimi? (ho tutti i requisiti ma non mi è chiaro come entra in gioco l’eta’ limite dei 35 anni).
La ringrazio anticipatamente per l’aiuto.
Sara
Se mantieni i requisiti per il nuovo regime dei minimi puoi entrare in questo regime, se non rientri nei parametri puoi rimanere in quello che viene chiamato Regime degli ex minimi 8i vantaggi sono MOLTO ridotti). I 35 anni entrano in gioco per il termine del regime, avendoli compiuti non potrai rimanervi più di 5 anni.
Salve, vorrei porle un quesito.
Le premetto di essere molto giovane, ho solamente 27 anni e collaboro con il comune dal 2006 prima con un co.co.co e successivamente dall’Aprile del 2008 con P.I. nel regime dei minimi avendo un reddito ben al di sotto dei 30.000 €.
Con la nuova riforma, potrò restare nei minimi?
Grazie
Avendo aperto la Partita IVA dopo il 31/12/2007 potrai aderire al nuovo regime dei minimi finchè la tua attività rientrerà nei limiti di legge. Ti trovi nella miglior condizione per età e per data apertura partita IVA.
Grazie per la tempestiva risposta.
Quindi non ho nessun problema riguardo a quella norma che si riferisce alla prosecuzione della stessa attività nel passaggio da co.co.co. a P.I?
C’è molta confusione su questo particolare.
Grazie!!!
Per chiarire il mio dubbio:
Uno dei nuovi requisiti previsti dall’art. 27 comma 2 D.L. 98/2011:
“Il contribuente non deve aver esercitato nei tre anni precedenti l’inizio dell’attività agevolata, un’attività artistica, professionale oppure d’impresa, neppure in forma associata e familiare”.
Questa norma mi è da impedimento per accedere al nuovo regime dei minimi? Dal momento che, prima dell’apertura del regime agevolato (2008), svolgevo per la medesima amministrazione (comune) la stessa attività??
La norma vale per chi ha fatto questo da prima del 31/12/2007. Diversamente l’attività può procedere (non cambia) entrando per requisiti nel nuovo regime dei minimi. Diverso sarebbe se l’attività cambiasse, allora si ricadrebbe nella norma. Oppure se l’attività fosse aperta da prima del 01/01/2008.
Le confermo che c’è molta confusione. L’interpretazione del momento è che non si dovrebbe risalire a due livelli precedenti, ma solo a quello precedente. Per spiegarmi meglio, sarebbe incompatibile se le fosse passata adesso tra co.co.co e partita IVA ma poichè proviene da un contratto con Partita IVA parrebbe (devo essere dubitativo) che non ci siano problemi se il passaggio prima era stato fatto come prosecuzione. Mi rendo conto che il tutto è molto confuso e dove regna la confusione ci può stare anche l’errore. In mancanza comunque di sentenze (che arriveranno solo fra qualche anno) per ora pare così.
Buongiorno Stefano,
innanzitutto grazie per l’ottimo articolo, uno dei più chiari e semplici sui nuovi contribuenti minimi.
Avrei necessità di una conferma ma prima una premessa: ho 27 anni e a luglio 2008 ho aperto partita iva con il regime dei minimi rispettando tutti i vari limiti per continuare a rientrarvi, limiti che sono rispettati tutt’ora.
Da quello che leggo quindi la mia partita iva, a partire da gennaio 2012, diventa automaticamente e senza fare comunicazioni di sorta (essendo un regime naturale) configurata con il profilo di “superminimi”. E’ corretto?
Grazie mille!
Grazie per i complimenti, fanno sempre piacere e ripagano del lavoro svolto. Ti confermo che la tua partita IVA verrà ‘migrata’ automaticamente al nuovo regime dei minimi, quindi non sei tnuto a fare alcuna comunicazione.
Complimenti più che meritati, grazie mille per la risposta chiara e concisa! Fugato ogni dubbio.
Buongiorno,
vorrei capire se posso rientrare nel nuovo regime dei minimi, al momento sono molto confusa.
- Nel 2007 ho lavorato 7 mesi (apprendista, impiegato di 5°livello) con mansione “Web developer”.
- Nel gennaio 2009 ho aperto PIVA con il regime agevolato per le nuove iniziative come “Attività dei disegnatori grafici di pagine web”
Preciso che ho 27 anni e ho sempre rispettato i requisiti per rimanere nel mio profilo.
Sì la tua partita IVA è successiva al 31/12/2007 per cui se rispetti tutti gli altri requisiti non avrai nessun problema a rientrare nel regime dei minimi. Considerare un’attività aperta nel 2009 una mera prosecuzione di un contratto a tempo del 2007 sarebbe pura follia per cui direi che non vedo, in quello che indichi nessun impedimento.
Grazie mille per la risposta chiara e rapidissima, non ha idea di quanto mi sia stato utile
Buongiorno,
a breve dovrei aprire una partita iva con il nuovo regime dei minimi.
La paga dovrebbe essere 7 euro l’ora per 150 ore mensili e quindi 1050 euro.
Vorrei sapere quali sono precisamente i costi da scalare e quanto mi rimane al netto!
Grazie
Luca.
I costi sono: il 5% (nuovo regime dei minimi) del lordo annuo quindi 630 Eur più i contributi INPS. Questi variano a seconda dell’iscrizione (Commercianti, Artigiani, Gestione separata, casse professionali ecc…) Indicativamente considera una cifra nei dintorni dei 2800 eur.
Salve, io sto per aprira partita con regime minimi, perchè non ho mai fatto attività autonome prima. lavoro come dipendente da 2 anni e aprendo partita iva cambierei cliente. andrei cioè a prestare servizi ad una azienda con contratti di 6 mesi, sempre la stessa. questo potrebbe farmi uscire dai minimi o no perchè la condizione riguarda la prosecuzione di lavoro e non il fatto che una volta aperta ho un unico cliente?
Spero di essere stato chiaro, Vi ringrazio anticipatamente della cortesia. Saluti!
No non ci sarebbero problemi. Il fatto che tu abbia un unico cliente potrebbe configurare altri problemi (presunzione di rapporto dipendente) ma non certo il fatto di poter usufruire delle facilitazioni del Regime dei Minimi, poichè il cliente nuovo non configurerebbe il proseguimento di attività precedente.
Buongiorno, vorrei ricevere delle delucidazioni sulla mia situazione.
il 4 gennaio 2010 ho aperto partita iva con regimi minimi
fino al 31.12.2011 ho emesso fatture imp – rit fiscale – enasarco esenti IVA.
il mio fatturato annuo è < 30.000,00€
ho 36 anni.
Rientro o meno nel nuovo regime? Come mi devo comportare dal 1° gennaio?
I parametri sono quelli giusti per cui rientri tranquillamente nel Regime dei Minimi. Non dovrai fare nulla e ti verrà assegnato il regime dei minimi come tuo regime ‘naturale’.
La ringrazio per la delucidazione, vorrei approfittarmi ancora una volta per avere un ultima delucidazione.
Attualmente sto fatturando in questa maniera
imponibile – ritenuta di acconto 11,5% – enasarco 6,75%
con la dicitura operazione effettuata ai sensi dell’art.1 comma 100 legge finanziaria del 2008.
Devo modificare qualcosa nella fattura?
ringrazio anticipatamente per la disponibilità.
Direi che va tutto bene, non mi pare ci sia nulla di diverso da fare.
Salve vorrei gentilmente porle il seguente quesito:
Appartengo al regime dei minimi come infermiera dal aprile 2010 ed ho compiuto 27 anni a dicembre 2011.
L’anno 2011 ho supperato il regime minimi (30.070,00) per 70,00 euro.
Posso continuare ad aderire al regime dei contribuenti minimi o con le nuove disposizioni di legge sono costretto ad uscirne?
Se faccio la fatura (anno 2012) con la nuova disposizione di legge cosa sucedde? Fine anno devo pagare sanzione, multa??
La ringrazio in anticipo per la risposta
Avendo superato, anche se di poco, il tetto dovrai per forza uscirne. Ti segnalo che il regime dei minimi si basa sul principio di cassa e non sul principio di competenza. Cosa vuol dire in termini più semplici? Che se la fattura di Dicembre te l’hanno pagata a Gennaio, non rientra nel calcolo del massimale annuo. Devi però considerare se avevi una fattura del 2010 pagata a Gennaio 2011. Quindi se con il principio di cassa hai superato il limite dei 30.000 il 2012 sarà fuori dal regime dei minimi altrimenti potrai ancora rientrare.
salve sono un libero professionista da poco e lavoro con incarico libero professionale per un ente pubblico. Nel 2010 ho esercitato la mia professione con contratto a tempo determinato per 15 giorni con ricavo Lordo di 1000 euro. Non ho più lavorato da allora. Non vorrei davvero per 2 settimane di lavoro non rientrare nel regime dei minimi…. possibile???
grazie
Se il lavoro è lo stesso ed il cliente è lo stesso (medesimo ente pubblico) ci sono dei dubbi. Sarebbe opportuno farsi fare un parere da Agenzia delle Entrate, il caso è molto al limite. Senza una loro conferma positiva io direi che il rischio di revoca del Regime dei Minimi esiste.
Gentile Stefano in primo luogo La vorrei ringraziare per le informazioni chiare ed esaustive che ci mette a disposizione…avrei bisogno a tal proposito di fugare un ” atroce” dubbio. A Marzo 2009 ho aperto partita IVA e da allora svolgo attivita ‘ di consulente nel regime dei minimi.. Non avendo mai superato i 30000 euri e avendo rispettato le condizioni necessarie sono approdata al nuovo regime dei minimi. Dall’ inizio dell’ anno ho gia’ emesso due fatture nel nuovo regime ( senza ritenuta) adesso si prospetta la possibilità di un lavoro come agente di commercio con iscrizione ENASARCO e dalle premesse si spera di superare i famosi 30000 … Cosa succederebbe? Per le due fatture gia’ emesse ? La ringrazio anticipatamente per l’ interessamento…
La situazione è abbastanza complessa: se non supererai il valore del 50% (45.000 euro) allora le tue fatture vanno bene. Se invece supererai questo limite dovrai pagare retorattivamente l’IVA su tutto il fatturato, IVA che non hai incassato dai tuoi clienti. In questo caso l’adesione al Regime dei Minimi è un massacro! Valuta quindi bene e se ritieni di superare i 45.000 euro probabilmente ti conviene ‘rimetterci’ l’iva sulle due fatture già fatte, uscire dal regime dei minimi e fatturare con iva da subito.
ah ecco.. chiaro, molte grazie
Buongiorno vorrei porre il seguente quesito. Incaricato alle vendite a domicilio con p.iva dal luglio 2009 al marzo 2010; successivamente nel novembre 2010 intraprende attività nel regime dei minimi come geometra. Nel 2012 può proseguire nel regime dei minimi o l’attività di incaricato alle vendite gli preclude la permanenza? Grazie
Avendo svolto altra attività non in regime dei minimi (da quel che mi pare di capire) dal 2009 al 2010 il nuovo regime dei minimi è precluso. Però essendo nel regime dei minimi a fine 2011 puoi continuare nel cosiddetto regime degli ex minimi. Ci sono un po’ di vantaggi, anche se molti meno e molto meno importanti.
Stesso lavoro anche se dipendente il primo ma diverso ente..la prima era una casa di cura privata ed ero in prova e per soli 14 giorni di lavoro potrei davvero avere problemi? sono scoraggiato allora…
Alt. Facciamo il punto. Stesso lavoro svolto come dipendente= (per l’amministrazione) mero proseguimento attività precedente. Diverso cliente, un po’ meglio perchè non configura il mero proseguimento. I soli 14 giorni non so se abbiano un’influenza, nella legge non dice nulla. Ti ribadisco che la strada migliore è chiedere un parere scritto ad Agenzia Entrate.
Grazie sign. Giardini per la cortese risposta…comunque x 14 gg ho lavorato presso casa di cura privata e poi mi sn dimesso..POI STOP x 1 anno e mezzo.. oggi lavoro come autonomo per ente pubblico. Questa è la mia condizione…
Buonasera, gradirei avere un suo parere in merito a questa situazione:
Una persona ha svolto attività di Amministratore per il proprio condominio con compensi di co.co.co art.49 c.2 lett.a) DPR 917/86 con iscrizione separata all’INPS fino al 31/12/2010. In data 01/01/2011 ha dovuto aprire la P.IVA per poter amministare un secondo condominio, optando per il regime dei minimi. In questo caso può entrare nel regime dei nuovi minimi targati 2012?
Proseguendo una attività già esistente ma successiva al 01/01/2008 ed avendo i requisiti sì.
Buongiorno,
grazie x aver risposto. Comunque c’è qualcosa che mi sfugge, ho posto lo stesso quesito alla Banca dati del Sole24ore e mi hanno risposto che mancando il requisito della novità non può rientrare nei nuovi minimi.
Forse è il caso di fare un’istanza di interpello.
Mah!!! e poi parlano di semplificazioni…..
Ovviamente nel dubbio è corretto fare interpello. Ma la legge dice che se la partita IVA è aperta dopo il 31/12/2007 e si rientra nei requisiti continuando la stessa attività si può rientrare nel regime dei minimi. Solo per partite IVA precedenti esiste il problema. Oppure se si modifica una precedente attività ‘mascherando’ ad esempio un lavoro dipendente o simili. In ogni caso giusto verificare presso Agenzia Entrate.
salve.posso aprire nuova attivita nel regime dei minimi pur lavorando come dipendente in altro settore
Purchè non sia il ‘mascherare’ l’attività di dipendente sì. Siccome mi parli di altro settore direi senz’altro di sì.
Una vecchia circolare (n. 8 del 26 gennaio 2001) chiarisce che per mera prosecuzione si intende l’attività di impresa o professionale che utilizza gli stessi beni strumentali dell’ex datore di lavoro, negli stessi luoghi e verso gli stessi clienti. Inoltre ho letto che nel caso di rapporti di lavoro interrotti e poi ripresi a distanza di un rilevante intervallo di tempo tra gli stessi soggetti nn c’è mera prosecuzione. Per cui se io avessi lavorato 2 anni fa per un ente privato come dipendente e oggi svolgo lo stesso lavoro come autonomo per il pubblico nn è sicuramente mera prosecuzione? soggetti diversi, luogihi diversi, strumenti diversi e oltretutto seppure tra soggetti diversi rilevante intervallo di tempo…
grazie
In questo caso direi che ci sono tutti i requisiti, non mi pare si possa considerare prosecuzione, visto che il grande intervallo di tempo (e tutte le altre caratteristiche) ne fanno nei fatti un’attività ‘nuova’.
Io ho 42 anni lavoro come dipendente in una ditta metalmeccanica vorrei aprire una mia attivita come secondo lavoro da fabbro vorrei sapere se posso entrare nei regimi dei minimi e se devo avvisare la ditta dove lavoro
Puoi purchè il secondo lavoro sia diverso, con diversi clienti, diverse attrezzature ecc… Per quanto riguarda il datore di lavoro questo è un problema che attiene ai vostri rapporti contrattuali e non il fisco. Di solito è buona cosa la trasparenza.
Salve,
sono un libero professionista e da quest’anno non posso più usufruire del regime dei minimi. Per rientrare negli ex-minimi devo considerare il tetto di 30.000€ esclusi di iva? Se considerassi l’iva, rispetto al regime dei minimi il tetto sarebbe meno di 25.000€….
Devi considerare il volume di affari che è escluso IVA.
Salve.Io lavoro come dipendente presso una casa di riposo come fisioterapista. Volendo aprire partita iva posso aprirla al regime dei minimi e continuare a lavorare come dipendente o con le nuove normative non è possibile?
E’ possibile ma attenzione a svolgere un’attività ‘diversa’ da quella svolta come lavoratore dipendente. Diversamente potresti essere ricondotto al problema della ‘mera prosecuzione di attività‘ e portato in regime ordinario (IVA, Studi di settore e quant’altro). Inoltre attenzione al cumulo IRPEF, potrebbe non convenirti.
gent. dott. Gardini,
ho 40 anni e dal 2008 ho il regime dei minimi. mi pare che purtroppo ora mi devo considerare un ex-minimi… e se cosi fosse cosa cambia x me?? come devo emettere le fatture?? devo mettere la marca da bollo 1.81?? il mio reddito da attività IVA fara cumulo con il mio reddito da CUD (sono anche dipendente)?? devo versare l’IVA trimestralmente?? sonosoggetto allo Studio di Settore??
la ringrazio anticipatamente.
pietro
Se la tua attività con Partita IVA è iniziata nel 2008 potrai rimanere nel regime dei minimi ancora per il 2012 (totale massimo di 5 anni se si superano i 35 anni). Quando uscirai dal regime dei minimi potrai entrare in un regime di contabilità semplificata ma comunque dovrai emettere fatture con IVA (niente bollo), sottostare agli studi di settore e pagare la tassazione ordinaria (cumulata con il tuo reddito da lavoro dipendente). Fatturando con IVA dovrai anche versare eventuali crediti trimestralmente.
Salve, sono una ragazza di 21 anni e vorrei aprire la partita iva per vendere professionalmente su ebay..
volevo sapere alcune cose: nella dichiarazione di inizio attivita (modello aa9/10) devo barrare nel quadro b sotto regimi fiscali agevolati la casella per il REGIME PER I CONTRIBUENTI MINIMI: per i contribuenti minimi dall’articolo 1, comma 96 e seguenti,
della legge 24 dicembre 2007, n. 244 oppure REGIME FISCALE AGEVOLATO PER LE NUOVE INIZIATIVE IMPRENDITORIALI E DI LAVORO AUTONOMO (per aderire
al regime fiscale agevolato disciplinato dall’articolo 13 della legge 23 dicembre 2000, n. 388.)?
Il modello che indichi purtroppo esula dal contenuto del blog per cui non sono in grado di risponderti, non lo conosco proprio. Il tuo commercialista od una associazione potranno certamente aiutarti.
ma i 30000 mila di tetto massimo si prendono dalle voci di bilancio?
Il limite dei 30.000 Eur sono legati ai soli ricavi nel corso dell’anno.
Buongiorno
vorrei gentilmente porlr il seguente quesito: appartengo al regime fiscale dei contribuenti minimi che, da gennaio 2012 prevede una tassazione del 5% che non va piu’ indicata in fattura e che quindi non è piu’ versataq dal mio cliente. Quello che volevo chiederle è: in che modo e con quali scadenze dovro’ versare questa tassa del 5%.
La ringrazio anticipatamente dell’aiuto e le porgo i piu’ cordiali saluti
Il 5% verrà versato in sede di dichiarazione annuale sulla base degli utili effettivamente conseguiti.
salve da febbraio rientro nel regime dei minini, vorrei sapere poichè sono fisioterapista e offro prestazioni professionali in un centro privato nel momento in cui devo fare la fattura al proprietario del centro devo inserire la dicitura compenso non soggetto a ritenuta d’acconto ?
Si ti confermo che devi fatturare senza ritenuta inserendo in ogni fattura la dicitura oppure consegnando al tuo cliente una lettera una tantum in cui spieghi che sei nel regime dei minimi e quindi esentata da applicazione della ritenuta di acconto.
Salve Dr. Gardini, nel ringraziarla anticipatamente della risposta volevo chiedrle se poteva togliermi un dubbio:
ho aperto la p.i. nel Luglio 2011 col regime dei minimi, ed ho compiuto 35 anni nel settembre 2011, prima nn ho mai svolto alcuna attività. dal 2012 rientro ancora nel regime dei minimi e per quanti altri anni? devo fatturare senza ritenuta d’acconto e partita iva?
Lei può rimanere nel Regime dei Minimi (nuovi se rientra nei parametri) per 5 anni, altrimenti ricade nel cosiddetto regime degli ex minimi molto meno favorevole (e forse non conveniente rispetto ad un regime ordinario). Niente ritenuta di acconto.
Buongiorno, gradirei avere un suo parere in merito alla mia situazione: ho svolto per quattro anni un apprendistato come disegnatrice terminato il 30 marzo scorso in quanto l’azienda non mi ha mantenuto in servizio dopo tale termine. La stessa azienda mi ha proposto di aprire la partita iva come geometra e di continuare a collaborare con lei con la possibilità di avere comunque clienti miei. Posso aderire al regime dei minimi oppure la mia situazione è considerata prosecuzione del precedente lavoro? Ringrazio infinitamente
Temo di sì, l’unico periodo lavorativo escluso è il tirocinio obbligatorio dei professionisti, ma non mi pare tu fossi tirocinante ma vera e propria apprendista.Magari lasciando passare un numero di mesi congruo (e magari facendo qualche altro lavoretto in mezzo) il tutto potrebbe diventare fattibile.